sabato 29 ottobre 2011

Viaggio nella materia - 1

Ci sono almeno tre dati sui quali si basa la nostra conoscenza che dovrebbero indurci ad una profonda riflessione sull’inadeguatezza del sistema di pensiero che permea tutta la civiltà globale: abbiamo mappato solo il 3% del nostro DNA (il 97% rimanente ci è funzionalmente incomprensibile ed è stato per questo “opportunamente” denominato junk – DNA spazzatura); conosciamo solo il 4% dell’universo (il 96% restante è “misteriosa” materia ed energia oscura); niente nel cosmo può viaggiare a velocità uguale o maggiore di quella della luce (Einstein).
La riflessione ci impone perciò una domanda: siamo in grado di affermare che ciò che conosciamo come “scienza” sia lo strumento certo per analizzare e comprendere tutta la realtà che ci circonda?
Invece di una risposta retorica, parliamo con un esempio pratico: la struttura atomica. Se volessimo fare una rappresentazione grafica di come è strutturato un atomo (l’unità costituente di tutte le manifestazioni fisiche, organiche ed inorganiche) dovremmo immaginarci un campo di calcio e una capocchia di spillo al suo centro. In queste debite proporzioni abbiamo la materia (lo spillo – il nucleo di protoni e neutroni) e il campo “vuoto” dove ruotano gli elettroni. Non è quindi azzardato affermare che tutte le cose, le piante, gli animali e gli uomini sono fatti più di vuoti che di materia densa.
Se analizziamo, però, il nucleo atomico più in dettaglio, scopriremo che la sua base materiale è costituita da quark… ovvero particelle luminali elettriche. Quindi, se sono i quark i veri costituenti del nucleo atomico, non sarebbe sbagliata l’affermazione che siamo fatti, noi e tutte le cose, di luce. E se ancora non ci bastasse, e volessimo scandagliare l’infinitamente piccolo, all’origine dei quark, troveremmo degli invisibili filamenti (detti stringhe) che s’allungano e si accorciano, e in questo movimento producono vibrazioni, cioè suoni.
La materia quindi, per come viene analizzata dalla biologia e dalla fisica, altro non è che vuoto, luce e suono. Sembrerebbe bizzarro, ma non lo è. Quello che mi sembra invece bizzarro è che siamo convinti di considerare un segno distintivo di intelligenza e saggezza quella che invece è ignoranza, pressoché totale, rispetto a ciò che noi identifichiamo come “realtà fisica”.
Stiamo partendo da questo preambolo, apparentemente fuori luogo in un’esposizione che vorrebbe trattare di temi legati allo spiritualismo, perché sembra essere questo il modo più logico, e razionale, per arrivare a comprendere l’esistenza come realtà multi-dimensionale, di cui la spiritualità non solo è una parte di queste dimensioni, ma addirittura è quella che tutto avvolge, e che a tutto pre-esiste.
Non introduciamo nessuna novità in questo metodo d’agire. “Comprendere per credere”, infatti, era stato il motto che aveva permeato l’opera prima del professore francese Denizard Hyppolite Leon Rivail, in arte Allan Kardec,
 
Il Libro degli Spiriti, un vero vademecum per chi volesse cercare di comprendere l’esistenza e i meccanismi del mondo spirituale adiacente alla nostra sfera fisico-materiale.
Questo libro, e gli altri che gli sono succeduti nel corso del tempo, sono stati basilari per la comprensione del mondo spirituale sia per me sia per altri ricercatori che, in Brasile, hanno fondato negli anni ‘90 il Gruppo Atlan, insediato nella città di Natal, nord-est del Paese sudamericano.
Composto da medium, contattisti, scienziati e semplici ricercatori come me, guidati nella scelta del metodo di studio del suo fautore – Rogerio de Almeida Freitas, in arte Jan Val Ellam – il gruppo Atlan ha utilizzato il “controllo incrociato” delle informazioni che gli provenivano dalle comunicazioni sviluppate dai medium con il mondo degli spiriti, e dai contattisti con esponenti di altre civiltà extraplanetarie, comparandole cioè a quanto di più avanzato esisteva nel campo delle scoperte scientifiche della biologia evoluzionista e della fisica quantistica, per costruire un “sistema” che comprendesse la coesistenza delle varie realtà dimensionali, sorrette da una struttura spirituale profonda, immanente e pre-esistente.
Il Gruppo Atlan Italia, di recente formazione e di cui sono il presidente, cerca di utilizzare le informazioni acquisite in Brasile, attualizzandole attraverso le sinergie create nello scambio incessante con il gruppo brasiliano, per sviluppare anche da noi la curiosità e la riflessione in merito a un contesto spirituale, fisico e cosmico di cui solo adesso se ne intravedono – grazie appunto agli appigli che ci offrono le nuove teorie scientifiche – logica e razionalità.




martedì 25 ottobre 2011

Un luogo dove sviluppare coscienza e conoscenza


Cari lettori,

vi ricordo che il nuovo appuntamento del Gruppo Atlan Italia sarà il prossimo giovedì 27 ottobre alla Libreria Esoterica.

Vi aspetto per approfondire i temi di questo blog, per continuare insieme il nostro percorso di conoscenza e per confrontarci sugli argomenti che più ci possono interessare.

Come sempre la partecipazione è aperta e gratuita.

Libreria Esoterica, Galleria Unione, 1 - 19.00/20.30


Prima di credere è necessario comprendere.”





venerdì 21 ottobre 2011

Il ritorno sulla Terra di Javeh - parte 1

“Tu l'hai detto - gli rispose Gesù - anzi io vi dico: d'ora innanzi vedrete il Figlio dell'uomo seduto alla destra di Dio, e venire sulle nubi del cielo”.
(Matteo 26:64)

“E si dirà in quel giorno: Ecco il nostro Dio; in lui abbiamo sperato perché ci salvasse; questi è il Signore in cui abbiamo sperato; rallegriamoci, esultiamo per la sua salvezza”.

(Isaia 25:9)

“Ecco, viene sulle nubi e ognuno lo vedrà”. (Apocalisse 1:70)


“E Gesù ha garantito: la Scrittura non può sbagliare”. (Giovanni 10:35)


“Amen. Vieni, Signore Gesù”. (Apocalisse 22:20)


Quando Gesù annunciò, più di duemila anni fa, che sarebbe ritornato sulla Terra per separare il grano dalla zizzania, stava riferendosi alla separazione tra gli spiriti tendenti al bene e gli altri.
Gesù annunciò che, in un futuro prossimo della specie terrena, sarebbe ritornato per riaffermare di nuovo il Suo amore per tutti gli abitanti del pianeta.
Promise di tornare perché sapeva che l’umanità non sarebbe stata capace di evolvere da sola fino al punto di non avere più necessità di qualcuno che la “giudicasse”. Doveva tornare perché c’era ancora bisogno di Lui, per ripetere un’altra volta le stesse parole pronunciate in molte opportunità durante la Sua incarnazione sulla Terra: amatevi l’un con l’altro come Io vi ho amato.


Era consapevole che la specie
homo sapiens non sarebbe ancora stata capace di apprendere ad amare incondizionatamente, e così non si sarebbe evoluta sufficientemente per evitare il Suo aiuto o quello di qualunque altro essere “uno con il Padre” che qua fosse venuto per "giudicarla". 


Javeh, dal canto suo, sapeva invece che questa popolazione non lo avrebbe mai riconosciuto come il dio onnipotente di questo Universo. I terracquei umani lo avevano completamente dimenticato, e la versione cristiana della Bibbia ne accennava solamente! Iniziò allora a pensare quale potesse essere il modo migliore per riapparire sullo scenario terrestre, ma come? Programmò perciò la nascita di un suo antico compagno di viaggi, uno che sapeva sarebbe stato fedele ai suoi desideri e alle sue volontà. 


Nacque così Maometto in un popolo politeista dove Javeh intravide un terreno fertile per fondare una nuova religione, nella quale potesse avere sotto controllo tutto il processo e tornare ad albergarsi nel cuore degli uomini. E si fece conoscere come Allah – che il suo nome sia lodato!


Cominciò pertanto a comandare una popolazione fedele ai suoi comandamenti, pronta a servirlo senza fare domande. Dettò, attraverso Gabriele, il testo che sarebbe diventato sacro agli occhi di quella gente: il Corano. Javeh ritornava quindi con forza totale, ma c’era il problema del nome: era un altro, un nuovo nome, e perciò chiese a Gabriele di annunciare che il dio così chiamato altri non era che il medesimo dio di Abramo, Isacco e Mosè. In questo modo sarebbe rientrato in scena, e in un futuro non troppo lontano avrebbe potuto comunque rivendicare la sua posizione di dio di tutto il genere umano.


Il tempo passò, mentre infervoravano i tentativi di Javeh di assumere questa posizione gerarchica di fronte alla razza umana. La nazione islamica stava crescendo, ma per una serie di motivi che non piacevano neanche allo stesso Javeh, veniva osteggiata dalla popolazione mondiale che riconosceva gli equivoci creati dagli interpreti di quella parte specifica di umanità. Javeh allora capì che non sarebbe riuscito, neanche in quel modo, a raggiungere il suo obbiettivo finale: essere riconosciuto come il Dio Creatore dell’Universo e di tutto ciò in esso esistente.


Tempi attuali. Il ritorno di Gesù s’avvicina. Javeh non permette che Questi venga da solo, visto che aveva sollecitato Val Ellam – l’unico che s’era disposto seriamente a parlare del breve ritorno del Maestro sulla Terra – a divulgare che anch’egli avrebbe fatto parte del gruppo che avrebbe valutato il grado evolutivo di ogni essere, incarnato o meno, di questo pianeta.


Javeh voleva essere ricordato come il dio creatore dell’Universo, ma nessuna religione lo evocava come tale. Era stato dimenticato e questo non riusciva ad accettarlo. Lui aveva creato tutto, amato e pensato tutto in ogni dettaglio. Lui aveva tentato di aiutare il processo evolutivo della popolazione di esseri che ora abitavano la Terra. Lui aveva espulso gli esseri qua venuti per profanare il suo giardino. Lui, che tutti proteggeva con il suo amore, sarebbe ora rimasto al di fuori del processo in atto e dimenticato, come se non avesse la minima importanza.


No, questo Javeh non lo poteva proprio accettare. Ecco perché chiese la partecipazione di Val Ellam per divulgare la “sua” verità. Ma Ellam si rifiutò, poiché esistevano dei precedenti, diciamo di incomprensione reciproca e di una certa indisposizione ad avere buoni rapporti, provenienti da un lontano passato mai dimenticato.


Di fronte a questa prospettiva Javeh usò ancora una volta il suo potere imperativo e vietò il ritorno di Gesù, a meno che lui stesso, Javeh in persona, non avesse assunto il comando della reintegrazione cosmica. Sì, lui sarebbe stato il “capo” in questa visita ufficiale del Maestro. Lui era il padrone dell’Universo e nessuno sarebbe qui venuto senza la sua autorizzazione.








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