sabato 25 giugno 2011

Cosmogonia - Ya Yevh il manipolatore

Quello che valeva per Luzbel, valeva per Ya Yevh: la dimenticanza del passato, caratteristica che riguardava chiunque fosse soggetto al processo della reincarnazione, era il vero, insormontabile problema.

Certo, la valenza e soprattutto i motivi per la lagnanza erano ben differenti. Da una parte, infatti, il passato rimosso era il motivo dell’insuccesso della “ribellione”, i cui propositi basilari rimanevano negli archivi mentali dei soli esseri “astralizzati”, ossia lo stesso Luzbel e il suo generalato. 
Dall’altra – quella di Ya Yevh – era il passato dell’anima, del suo “iter” esistenziale, soprattutto della sua origine divina, il ricordo del quale era la parte importante di cui gli esseri incarnati non disponevano più.
Ricordarsi infatti l’origine, la provenienza e il destino di ciascuno di noi sarebbe stata la “soluzione finale” affinché tutta l’umanità intraprendesse infine, con fermezza, quel cammino che l’avrebbe portata al passo successivo, quello della reintegrazione cosmica.

Una volta ciò avvenuto, reinserita la Terra nel grande circuito universale, gli abitanti di quel pianeta avrebbero potuto riavvalersi di nuovo dell’esperienza e dell’esempio che l’immensa comunità galattica avrebbe portato in tutti i campi – dalla scienza alla tecnologia, dall’etica alla più profonda spiritualità.

La sola acquisizione di queste nuove nozioni avrebbe automaticamente risolto il problema della presenza disturbatrice dei ribelli che, relegati ad altro luogo di espiazione e pena, nell’ambito di un processo reincarnatorio fondato sulla giustizia, non avrebbero più potuto impedire, con i loro comportamenti “folli”, il libero accesso al cammino della migliore evoluzione per tutti.

Il problema di Ya Yevh era però rappresentato dall’impossibilità di “cooptare” le scelte di chicchessia, di impedirgli, in soldoni, di scegliere qualsiasi cosa intendesse, e siccome il mondo era – nella quasi totalità degli interessi dei suoi abitanti – diretto al raggiungimento di scopi che andavano in direzione assolutamente contraria alle grandi leggi che imperavano nel cosmo, il risultato che presumibilmente si sarebbe ottenuto non avrebbe portato a nulla di buono.

Bisognava elaborare una strategia che permettesse di aggirare l’ostacolo e raggiungere l’obbiettivo. La venuta del Maestro sarebbe stata questa soluzione, ma solo se fosse stata indirizzata verso l’obbiettivo che Ya Yevh intendeva più utile al suo scopo.

Il modo che trovò fu quello della manipolazione storica attraverso il maggior testo epico che lasciò in eredità al suo popolo prescelto, quello degli ebrei, la Bibbia. L’insieme dei vaticini profetici presenti nella Torah (i primi cinque libri della Bibbia, quelli scritti direttamente dal creatore e consegnati “brevi manu” a Mosè) descrivono, oltre al carattere collerico e vendicativo dello stesso Yaweh, i modi, le parole, gli scenari in cui il Messia – l’Inviato – si sarebbe trovato davanti, al fine di rendersi riconoscibile al Suo popolo.

L’influenza che le parole scritte nel testo sacro hanno avuto su tutti coloro che ebbero la fortuna di imbattersi in vita con una simile Personalità, soprattutto in coloro che Gli erano più vicini quali la Sua stessa madre e tutti i Suoi apostoli, è stata enorme, plasmando comportamenti che sono stati fondamentali nella vita del proprio Gesù. Lo hanno visto, ancora ragazzino, insegnare ai dotti del Tempio di Gerusalemme, litigare con i commercianti che lì lavoravano, trasformare acqua in vino e moltiplicare pani e pesci, guarire gli storpi, i ciechi e resuscitare i morti, entrare nella capitale seduto su di un asinello, morire sulla croce e resuscitare tre giorni dopo.

Tutto quello che si aspettavano che accadesse, il Messia la compì. Tutte, meno una, quella che Gli era sempre più insistentemente richiesta: assumere il controllo politico e militare sulla Palestina, guidare il popolo ebreo verso il dominio mondiale (o di quello che allora sembrava il loro piccolo mondo).

Il Maestro passò buona parte dei Suoi ultimi anni cercando di spiegare a tutti, cominciando da Sua madre, i Suoi apostoli, gli altri che frequentava, i re locali e gli inviati romani, addirittura allo stesso Ya Yevh, che Lui non si sarebbe prestato ad utilizzare i poteri che Gli appartenevano per favorire questa o quella vicenda umana, già che il Suo lavoro, basato esclusivamente sull’amore, era a beneficio di tutti, indistintamente.

Ad alcuni riuscì a farlo capire, alla maggior parte no. Ma tutti, o quasi, si rassegnarono ad ascoltare le parole del loro “Rabi” dove mai c’era spazio per inviti diversi dal perdono, dal rispetto, dalla solidarietà.
Uno di quelli che non si rassegnò fu Giuda Iscariota.



2 commenti:

  1. Vabbè...prima ha creato l'Eden con il serpente ( già il fatto che in un tale paradiso ci ficcasse un serpente con l'intenzione di tentarci dovrebbe farci riflettere..). Ma forse non lo ha voluto proprio il serpente. E' che in aromina con il suo impeto creativo necessarimente ci doveva essere anche quello. E non credo che abbia mentito in fondo questo seprente. Diciamo che ci ha dato un imput a metà. Non voleva che diventassimo come Lui. Ma non credo alla malafede imperante sui pensieri del Creatore. Diciamo che consapevolmente non voleva casini e quindi era meglio che nessuno sapesse del "pasticcio inziale". Ma il serpente era la prova del pasticcio inziale. Secondo me Lui ancora non viene a capo della presenza del serpente e di come facesse a sapere e vorrebbe che Lo aiutassimo a capirlo. Anche il Caravaggio ne aveva avuto assoluto sentore quando creò quell'immenso capolavoro della Testa di Medusa. Non so perchè ma continuo a essere ferma o a ritrovarmi sempre alla stessa conclusione. Me ne sono convinta in maniera quasi assoluta, dopo aver visto giorni fa un documentario della discovery Channel. Lo stavo guardando perchè mi era stato regalato e visto che dovevo provare il lettore blueray, l'ho seguito tutto. Era presentato da un attore che mi piace molto e che come uomo si interessa ai misteri del cosmo. Riportava uno studio interessantissimo sul big bang e sul ruolo dellla materia oscura a differenza di quello dell'energia oscura. Dava molte spiegazioni costruttive sulla materia oscura e d'altra parte era ciò che mi aspettavo, ma arrivati alla energia oscura, ha potuto dire poco perchè la scienza stessa non ne viene a capo. Ha però dato una definizione tanto inquietante quanto verosimile dell'energia oscura. Una forza potentissima che compie una funzione opposta a tutti glie lementi e le forze vitali dell'universo: disgrega tutto. Può essere che questo potesse essere funzionale ai fini dell'evoluzione dello spirito ,ma a volte ho la sensazione che "per la sua stessa sopravvivenza" abbia biosngo di operare una costante disgregazione di tutto in particolare della consapevolezza spirituale di ogni essere di essere parte della fonte. L'unica strada che ha per agire sull'uomo è la sua mente. Questo va ben al di là degli scopi oringinari di Luzbel che per quanto degnerati non sono del tutto contestabili. Sennò perchè Luzbel sotto la croce duemila anni fa avrebbe dovuto ricordare e decidere di andare in meditazione per puruficarsi? Da che cosa? Quello che aveva terrorizzato Yahwè nel processo di creazione era realmente aberrante. Mato dalla su mente ma non dalla volontà consapevole. Secondo i miei pensieri e ciò che vedo oggi io ( si può anche dire che ho una fervida fantasia...vabbè...almeno quella non mi manca, è vero)Yahwè soffre incredibilmente vedendo noi che sebbene fra mille fatiche possiamo almeno tentare perchè se vogliamo siamo consapevoli della fonte divina a cui siamo interconnessi, ma onestamente se il suo sè divino è totalamente distaccato da Lui, come fa a sneitire quella "voce" che sa arrivare al nostro cuore senza usare parole? Attraverso noi? Ma che uomini siamo? Che faremmo noi se non potesssimo sentire la nostra anima e avessimo come unico strumento la nostra mente? Niente, non faremmo niente semplicemente perchè non ci saremmo più. Ciao Roby. Anita

    RispondiElimina
  2. Ti prego di perdonare gli orrori ortografici. Chiedo venia. Sono disgrafica da tastiera. Una sciagura! Anita

    RispondiElimina

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...